La Casa del Giovane Piediluco

La Casa del Giovane Piediluco: Cos’è e perché è importante per il borgo

La Casa del Giovane di Piediluco è una realtà storica e sociale profondamente legata all’identità del borgo. Non si tratta di una struttura visitabile né di un’attrazione turistica, ma di un presidio di accoglienza e cura che da oltre settant’anni fa parte della vita quotidiana della comunità locale.

Per chi visita Piediluco, conoscerne l’esistenza aiuta a comprendere meglio lo spirito del luogo: un borgo che ha costruito nel tempo un forte senso di solidarietà, inclusione e attenzione alle persone più fragili.


Un po’ di storia, in breve

La Casa del Giovane nasce nel 1954 per volontà di don Mario Baciarelli, allora parroco di Santa Maria del Colle. In origine era un orfanotrofio, pensato per accogliere bambini rimasti soli o provenienti da contesti familiari difficili nel dopoguerra.

Nel corso degli anni la struttura ha saputo evolversi insieme alla società italiana. A partire dalla fine degli anni ’70, con la riforma della salute mentale, la Casa del Giovane ha progressivamente cambiato funzione, trasformandosi in una comunità residenziale a carattere terapeutico-riabilitativo.


Come funziona oggi

Oggi la Casa del Giovane è una comunità terapeutica professionale che ospita giovani con disagio psichico, inserita nella rete dei servizi pubblici di salute mentale.

  • È gestita dalla Cooperativa Sociale Tabor
  • Opera in convenzione con l’Azienda USL Umbria 2
  • Lavora in collaborazione con il Centro di Salute Mentale di Terni

L’obiettivo non è la semplice assistenza, ma il recupero dell’autonomia personale e sociale, attraverso percorsi individualizzati, attività educative e inserimenti lavorativi sul territorio.

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